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Cenni storici
Il
Comune di
Godega Sant’Urbano,
come entità
giuridico-politica,
nasce il
secolo
scorso, con
il ritorno
degli
Austriaci,
decretato
dal
Congresso di
Vienna, e
con la
formazione
del Regno
Lombardo-Veneto.
Nel 1867,
dopo
l’annessione
del Veneto
all’Italia,
al nome di
Godega viene
aggiunto “Sant’Urbano”.
Il toponimo
di Godega
nasce verso
il V - VI
secolo, a
ricordo dei
Goti, una
delle
popolazioni
barbariche
che vi si
insediarono
al tempo
delle
invasioni.
La presenza
dell’uomo è,
comunque,
molto più
antica, come
confermano
alcuni
reperti
d’epoca
preistorica
e i toponimi
delle
frazioni,
Bibano e
Pianzano, di
chiara
origine
romana,
derivanti
dai prenomi
della “gens
romana”
plebea o dei
soldati
coloni
romani ai
quali furono
assegnati in
questa zona
dei lotti di
terra da
bonificare e
coltivare.
Inizialmente
doveva
essere un
piccolo
villaggio
abitato da
pastori e
contadini,
alle prese
con la lotta
per la
sopravvivenza
e
l’approvvigionamento
d’acqua.
A nord
dell’attuale
ferrovia il
terreno era
infatti
sassoso e
arido.
Si pensi ai
toponimi
Campardo
(campo
arido),
Brusche
(sterpaglia)
e
all’appellativo
“Godega
brusada”.
Tali
difficoltà
spinsero gli
abitanti a
riunirsi in
Regola e a
scavare un
pozzo in
comune, il
Pozzo della
Regola, per
l’appunto,
che tuttora
troneggia al
centro
dell’antico
nucleo
abitativo di
Godega.
A sud della
ferrovia,
prevalevano,
invece, zone
acquitrinose,
ricche di
risorgive;
di qui i
toponimi di
Pramui,
Palu’,
Laghet,
Zoncè.
Del
patrimonio
storico
artistico,
si
conservano
oggi
pregevoli
edifici a
carattere
sacro, come
le tre
chiese
parrocchiali
di S.
Margherita
di Godega,
di S.
Lorenzo di
Pianzano e
di S.
Martino di
Bibano, il
Campanile
dell’antica
chiesa di
Godega,
demolita nel
1954, a
seguito dei
danni
riportati
dal
terremoto e,
soprattutto,
la Chiesa di
Baver, con
un ciclo
molto
interessante
di affreschi
quattro-cinquecenteschi,
che
raccontano
le storie di
San Biagio,
testimonianza
della pietà
popolare.
Tra gli
edifici
civili
meritano di
essere
ricordati, a
Pianzano,
Villa
Amalteo -
Lucheschi,
Villa Pera
Riello,
Palazzo
Bolzan e
Palazzo
Marinotti; a
Bibano,
Villa
Savorgnan di
cui
rimangono
solo le
barchesse.
Per ogni
approfondimento
si consiglia
di
consultare i
seguenti
testi,
reperibili
presso la
Biblioteca
Comunale:
-
Giorgio
Visentin,
Il
Comune
di
Godega
attraverso
i
secoli,
in
“Quaderni
di
storia
locale”,
n. 1,
Godega
Sant’Urbano,
conferenze
autunnali
2000;
-
Antonio
Cauz,
Bonaventura
Cipriani
(1826 -
1887).
Un
godeghese
nelle
guerre
del
Risorgimento,
in
“Quaderni
di
storia
locale”,
n. 2,
Godega
Sant’Urbano,
conferenze
autunnali
2001;
-
Giuliano
Galletti,
Giovanni
Felice
Benedetti:
agronomo,
sacerdote
e
patriota;
in
“Quaderni
di
storia
locale”,
n. 4,
Godega
Sant’Urbano,
conferenze
autunnali
2003;
-
Luigi
Visentin,
Santa
Margherita
di
Godega,
Vittorio
Veneto
1978;
-
Luigi
Visentin,
Bibano
cristiana
nella
storia.
Itinerario
spirituale
di una
comunità,
Godega
Sant’Urbano,
1986;
-
Gianni
Antoniazzi,
Pianzano
nella
sua
storia,
Vittorio
Veneto
1947;
-
Luigi
Pianca,
Parlar
de Bibàn.
Una
parlata
dialettale
della
Sinistrapiave,
Treviso
1997;
-
Innocente
Azzalini,
Giorgio
Visentin,
Pianzano
Tenp de
Guera
1938 -
1948.
Dalle
memorie
di Don
Dino
Zanetti
e altre
fonti
degli
autori,
Godega
Sant’Urbano,
2005
Per gli
affreschi
di Baver
si veda:
-
Restauri
di
marca,
semestrale
per la
conservazione
del
patrimonio
storico
artistico,
Febbraio
1994.
L'Antica
Fiera di Godega
La
manifestazione
che rende famosa
Godega S.U. a
livello
provinciale e
regionale è
senza dubbio,
l'Antica Fiera.
Anch'essa di
origini remote
se ne trova
riscontro in
documenti che
risalgono ai
primi anni dei
1300 l'Antica
Fiera nasce con
le
caratteristiche
di un mercato a
carattere
esclusivamente
agricolo; con
gli anni, poi,
pur mantenendo
la sua naturale
vocazione,
l'evolversi
dell'economia
locale ha
imposto
all'attenzione
degli
organizzatori
altri settori
quali
l'artigianato,
l'arredamento,
il giardinaggio
e, negli ultimi
anni, anche la
bioedilizia: le
strutture
fieristiche sono
state teatro di
due importanti
Convegni
dedicati alla
bioarchitettura,
ai quali hanno
partecipato
tecnici ed
operatori dei
settore a
livello
internazionale.
L'area
espositiva
comprende mq.
4500 interni e
mq. 60.000
esterni,
occupati da
circa 200
espositori.
Inoltre a questo
nostro
appuntamento
annuale, che si
svolge dal primo
sabato di marzo
fino al martedì
successivo e che
vede la chiusura
totale al
traffico della
strada statale
13 per la
presenza di
circa 300
bancarelle,
partecipano
mediamente
25.000
visitatori e, in
qualche
fortunata
edizione, le
presenze hanno
raggiunto quasi
le 45.000 unità.
Altre fiere
Per una maggiore
ottimizzazione
delle strutture
comunali,
durante il resto
dell'anno gli
spazi dedicati
alla Fiera
vengono
utilizzati anche
per altri scopi.
Da ricordare è,
ad esempio, la
Fiera dei
Cavallo che si
svolge nel mese
di ottobre e
che, di anno in
anno, si
arricchisce di
manifestazioni
equestri sempre
più qualificate.
Inoltre, la
terza domenica
di ogni mese,
esclusi i mesi
estivi, si
svolge il
mercato
dell'antiquariato,
evento che sta
acquistando, nel
tempo, sempre
maggiore
popolarità e che
attira
visitatori,
oltre che dalle
zone limitrofe,
dal molte parti
d'Italia e anche
dall'estero.
Si può
concludere,
quindi, che il
Comune di Godega
di Sant'Urbano
offre all'occhio
smaliziato dei
cittadino che
vive nel suo
contesto,
l'immagine di un
paese che ha
l'urgente
necessità di
trovare
soluzioni
definitive a
problemi che si
trascinano da
troppo tempo; un
paese, comunque,
che, pur
mantenendo
inalterato il
binomio
progresso
rispetto delle
tradizioni che
fino ad oggi è
riuscito a
coniugare, può,
con l'impegno,
le risorse e le
capacità a
disposizione,
trovare le
risposte giuste
per dare,
finalmente, un
colpo di
acceleratore
finalizzato allo
sviluppo di un
maggior
benessere
economico e
sociale diffuso
all'intera
collettività ed
al tanto
agognato
raggiungimento
di una migliore
qualità della
vita. |
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