mercoledì, 3 dicembre 2008

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Cenni storici
Il Comune di Godega Sant’Urbano, come entità giuridico-politica, nasce il secolo scorso, con il ritorno degli Austriaci, decretato dal Congresso di Vienna, e con la formazione del Regno Lombardo-Veneto. Nel 1867, dopo l’annessione del Veneto all’Italia, al nome di Godega viene aggiunto “Sant’Urbano”.
Il toponimo di Godega nasce verso il V - VI secolo, a ricordo dei Goti, una delle popolazioni barbariche che vi si insediarono al tempo delle invasioni.
La presenza dell’uomo è, comunque, molto più antica, come confermano alcuni reperti d’epoca preistorica e i toponimi delle frazioni, Bibano e Pianzano, di chiara origine romana, derivanti dai prenomi della “gens romana” plebea o dei soldati coloni romani ai quali furono assegnati in questa zona dei lotti di terra da bonificare e coltivare.
Inizialmente doveva essere un piccolo villaggio abitato da pastori e contadini, alle prese con la lotta per la sopravvivenza e l’approvvigionamento d’acqua.
A nord dell’attuale ferrovia il terreno era infatti sassoso e arido.
Si pensi ai toponimi Campardo (campo arido), Brusche (sterpaglia) e all’appellativo “Godega brusada”.
Tali difficoltà spinsero gli abitanti a riunirsi in Regola e a scavare un pozzo in comune, il Pozzo della Regola, per l’appunto, che tuttora troneggia al centro dell’antico nucleo abitativo di Godega.
A sud della ferrovia, prevalevano, invece, zone acquitrinose, ricche di risorgive; di qui i toponimi di Pramui, Palu’, Laghet, Zoncè.
Del patrimonio storico artistico, si conservano oggi pregevoli edifici a carattere sacro, come le tre chiese parrocchiali di S. Margherita di Godega, di S. Lorenzo di Pianzano e di S. Martino di Bibano, il Campanile dell’antica chiesa di Godega, demolita nel 1954, a seguito dei danni riportati dal terremoto e, soprattutto, la Chiesa di Baver, con un ciclo molto interessante di affreschi quattro-cinquecenteschi, che raccontano le storie di San Biagio, testimonianza della pietà popolare.
Tra gli edifici civili meritano di essere ricordati, a Pianzano, Villa Amalteo - Lucheschi, Villa Pera Riello, Palazzo Bolzan e Palazzo Marinotti; a Bibano, Villa Savorgnan di cui rimangono solo le barchesse.
Per ogni approfondimento si consiglia di consultare i seguenti testi, reperibili presso la Biblioteca Comunale:

  • Giorgio Visentin, Il Comune di Godega attraverso i secoli, in “Quaderni di storia locale”, n. 1, Godega Sant’Urbano, conferenze autunnali 2000;

  • Antonio Cauz, Bonaventura Cipriani (1826 - 1887). Un godeghese nelle guerre del Risorgimento, in “Quaderni di storia locale”, n. 2, Godega Sant’Urbano, conferenze autunnali 2001;

  • Giuliano Galletti, Giovanni Felice Benedetti: agronomo, sacerdote e patriota; in “Quaderni di storia locale”, n. 4, Godega Sant’Urbano, conferenze autunnali 2003;

  • Luigi Visentin, Santa Margherita di Godega, Vittorio Veneto 1978;

  • Luigi Visentin, Bibano cristiana nella storia. Itinerario spirituale di una comunità, Godega Sant’Urbano, 1986;

  • Gianni Antoniazzi, Pianzano nella sua storia, Vittorio Veneto 1947;

  • Luigi Pianca, Parlar de Bibàn. Una parlata dialettale della Sinistrapiave, Treviso 1997;

  • Innocente Azzalini, Giorgio Visentin, Pianzano Tenp de Guera 1938 - 1948. Dalle memorie di Don Dino Zanetti e altre fonti degli autori, Godega Sant’Urbano, 2005
    Per gli affreschi di Baver si veda:

  • Restauri di marca, semestrale per la conservazione del patrimonio storico artistico, Febbraio 1994.
     

L'Antica Fiera di Godega
La manifestazione che rende famosa Godega S.U. a livello provinciale e regionale è senza dubbio, l'Antica Fiera. Anch'essa di origini remote se ne trova riscontro in documenti che risalgono ai primi anni dei 1300 l'Antica Fiera nasce con le caratteristiche di un mercato a carattere esclusivamente agricolo; con gli anni, poi, pur mantenendo la sua naturale vocazione, l'evolversi dell'economia locale ha imposto all'attenzione degli organizzatori altri settori quali l'artigianato, l'arredamento, il giardinaggio e, negli ultimi anni, anche la bioedilizia: le strutture fieristiche sono state teatro di due importanti Convegni dedicati alla bioarchitettura, ai quali hanno partecipato tecnici ed operatori dei settore a livello internazionale. L'area espositiva comprende mq. 4500 interni e mq. 60.000 esterni, occupati da circa 200 espositori. Inoltre a questo nostro appuntamento annuale, che si svolge dal primo sabato di marzo fino al martedì successivo e che vede la chiusura totale al traffico della strada statale 13 per la presenza di circa 300 bancarelle, partecipano mediamente 25.000 visitatori e, in qualche fortunata edizione, le presenze hanno raggiunto quasi le 45.000 unità.

Altre fiere
Per una maggiore ottimizzazione delle strutture comunali, durante il resto dell'anno gli spazi dedicati alla Fiera vengono utilizzati anche per altri scopi. Da ricordare è, ad esempio, la Fiera dei Cavallo che si svolge nel mese di ottobre e che, di anno in anno, si arricchisce di manifestazioni equestri sempre più qualificate. Inoltre, la terza domenica di ogni mese, esclusi i mesi estivi, si svolge il mercato dell'antiquariato, evento che sta acquistando, nel tempo, sempre maggiore popolarità e che attira visitatori, oltre che dalle zone limitrofe, dal molte parti d'Italia e anche dall'estero.

Si può concludere, quindi, che il Comune di Godega di Sant'Urbano offre all'occhio smaliziato dei cittadino che vive nel suo contesto, l'immagine di un paese che ha l'urgente necessità di trovare soluzioni definitive a problemi che si trascinano da troppo tempo; un paese, comunque, che, pur mantenendo inalterato il binomio progresso rispetto delle tradizioni che fino ad oggi è riuscito a coniugare, può, con l'impegno, le risorse e le capacità a disposizione, trovare le risposte giuste per dare, finalmente, un colpo di acceleratore finalizzato allo sviluppo di un maggior benessere economico e sociale diffuso all'intera collettività ed al tanto agognato raggiungimento di una migliore qualità della vita.

 
     
   

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